Riflessioni (ed incitamento) di un vecchio Presidente

Dal 1984 al 1988, su nomina come in vigore a quei tempi, ho ricoperto la carica di Presidente della Sezione AIA di Bolzano, una città di confine pulita e florida ma con problematiche di “CONVIVENZA” ed episodi di intolleranza etnica dovuti a molteplici concause (storia, lingue e culture diverse, economia e politica esasperate, ecc.). Sulla Rivista “l’ARBITRO” n. 2 del gennaio 1988, pag. 37, l’afq Bruno RAMPERTI (oggi premiato per il traguardo dei 50 anni di tessera AIA) dipingeva bene la vita associativa della Sezione, che aveva raggiunto un organico di 150 unità ed i suoi componenti appartenevano a tutti e tre i gruppi etnici locali (italiano, tedesco e ladino);  quello italiano poi comprendeva arbitri originari di ben 10 regioni, ma TUTTI, aldilà delle personali convinzioni politiche ed estrazioni etniche, si sforzavano di dare il proprio contributo per una collettività migliore, sempre sensibilizzati e coscienti delle problematiche del momento. Insomma la Sezione era animatrice del “dialogo” nel proprio ambito, stimolando i rapporti tra i singoli Associati  e tutte le altre componenti esterne, ritenendo questo ruolo primario rispetto al compito della formazione tecnica vera e propria.

Sono trascorsi oltre 5 lustri e nella “NOSTRA” Sezione si sono alternati diversi presidenti – di nomina e di elezione – (Cirino PAPPALARDO, Franco GRANO, Enrico WEGHER, Robert ESCHGFÄLLER, Corrado LONGHI, Rosario LERRO ed ultimo Mirco IACOPETTI); l’organico – con il corso arbitri già in cantiere e che si concluderà in primavera alla ripresa dei campionati – raggiungerà l’ambito traguardo delle 200 unità. Bolzano oggi non è più città di confine ma “porta d’Europa”, le problematiche economiche e politiche, pur diverse, esistono tuttora, ma la Sezione AIA continua doverosamente ad essere “ESEMPIO di LEALE CONVIVENZA”, come nel 1988!

Dopo un ventennio trascorso in organi tecnici regionali e provinciali, sono tornato a gustare pienamente la vita sezionale, ottenendo di poter organizzare i corsi arbitri. Ho potuto così constatare che la Sezione può (forse) vantare una “patente d’ internazionalità”, perché fra i suoi componenti – in maggioranza appartenenti ai tre gruppi etnici locali – ve ne sono diversi di provenienza extracomunitaria: Albania (5), Afghanistan e Marocco (3), Macedonia e Pakistan (2), Germania, Kossovo, Perù e Spagna (1); nel gruppo etnico italiano poi le regioni rappresentate sono ben dodici!

Ed allora che dire? AVANTI COSI’, nel solco della tradizione e verso il 90° di Fondazione (2019), dando importanza alla “Legge prioritaria” (il Regolamento Associativo), alla nostra “Lingua universale” (il Regolamento del Calcio), perché riteniamo sia questo il modo migliore per manifestarsi “all’esterno” , ed in particolare di stare insieme, incontrarsi ed operare sia come ARBITRI che, soprattutto, come UOMINI.

Natale 2014    ab Michele Toccoli